INTRODUZIONE
Nei giorni 13 e 14 febbraio si è svolto il seminario di studio «La dimensione sacerdotale e profetica della Spiritualità della Croce». L’obiettivo delle giornate è stato quello di approfondire due degli aspetti importanti della nostra identità cristiana. I battezzati, infatti, partecipano al triplice ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo. Nel seminario ne abbiamo studiato i primi due, che ci abilitano ad essere, in Cristo, dei mediatori tra Dio e l’umanità.
Il Concilio Vat. II, nella costituzione Lumen Gentium (LG) ci insegna che «per la rigenerazione e l’unzione dello Spirito Santo i battezzati vengono consacrati a formare un tempio spirituale e un sacerdozio santo, per offrire, mediante tutte le opere del cristiano, spirituali sacrifici, e far conoscere i prodigi di Colui, che dalle tenebre li chiamò all’ammirabile sua luce» (LG, 10). La costituzione conciliare invita tutti i discepoli di Cristo a perseverare nella preghiera e nella lode a Dio, offrendo se stessi, rendendo testimonianza a Cristo e rendendo ragione della speranza della vita eterna.

E più avanti LG continua: «Il Popolo santo di Dio partecipa pure dell’ufficio profetico di Cristo col diffondere dovunque la viva testimonianza di Lui, soprattutto per mezzo di una vita di fede e di carità, e coll’offrire a Dio un sacrificio di lode, cioè frutto di labbra acclamanti al nome di Lui» (LG, 12).
La Famiglia della Croce (FC), con la sua spiritualità, vuole fare eco di questo insegnamento conciliare, evidenziando il sacerdozio battesimale nel vissuto quotidiano. Ciò vuol dire che i membri della FC offrono a Dio ogni aspetto della loro vita: le gioie e le sofferenze; il lavoro e il riposo; la vita familiare, l’impegno per costruire una società giusta, l’impegno apostolico nella Chiesa, ecc. Tutto può essere vissuto in unione a Cristo e diventare offerta sacerdotale e testimonianza profetica a favore della salvezza dell’umanità.
Il seminario s’inquadra nei lavori del III Convegno Internazionale sulla Spiritualità della Croce svolto alla città di Moterrey (Messico), in luglio 2008, dal titolo «Amore che salva», il quale ha chiesto di organizzare convegni e seminari di studio regionali per continuare ad approfondire la ricchezza della Spiritualità della Croce ed inculturizzarla. In Italia si realizzeranno i seminari anche a Crema e a Roma, nel mese di aprile.
LA PROFEZIA NELLA SACRA SCRITTURA |
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Il termine «profeta» deriva dal latino«prophèta», che viene a sua volta dal greco προφήτης [prophētēs], e vuol dire "colui che parla davanti", sia nel senso di parlare pubblicamente (davanti ad ascoltatori), sia in quello di parlare anticipatamente. I profeti sono figure religiose, ispirate da Dio e che parlano in suo nome, annunciandone la volontà.
Il profetismo in Israele, come pure in altre religioni, scaturisce dal bisogno dell'uomo di essere sorretto dalla voce di Colui che può tutto, che ha creato l'universo e lo sostiene. Da qui, nel corso dei secoli, si sviluppano le diverse forme di divinazione, estasi, responsi oracolari. Nella Bibbia la funzione del profeta è di ammonire il popolo per essere fedele all'Alleanza. Ci sono alcuni tratti essenziali tipici dei profeti biblici:
- La loro vocazione, intesa come un «mandato» ricevuto o imposto da Dio per il bene del popolo;
- il loro monoteismo, con il quale da un lato sottolineano la trascendenza divina e dall'altro la presenza costante e gratuita di Dio nella storia umana;
- una forte sollecitudine per l'uomo, che li pone intercessori e mediatori tra Dio e il popolo, fino al punto di addossarsi il peccato della propria gente e di condividerne il castigo;
- il richiamo costante all'Alleanza perché l'uomo, nel suo rapporto con Dio, non ricada nell'idolatria o nell'ipocrisia perdendo così quel legame autentico che lo fa vivere;
- un forte senso della giustizia sociale, senza alcun timore di denunciare apertamente anche le più alte cariche politiche e religiose del loro tempo.

I profeti sono persone che imparano a leggere la storia alla luce della fede e, attraverso essa, sanno scoprire il messaggio di Dio; denunciano il peccato degli uomini e annunciano loro la parola di Dio. I profeti non si limitano a denunciare il male, ma edificano, aiutano nella costruzione del Regno di Dio. Ricordiamo che i profeti vivono, come tutti gli uomini, in un contesto politico, sociale e religioso, ed è in tale ambito che gli uomini di Dio portano il suo messaggio. A causa della proclamazione della parola di Dio i profeti soffrono persecuzioni, carcere, martirio, critiche, incomprensioni.
Nel cuore di ogni profeta c'è una battaglia: da un lato la passione per Dio e l'amore per l'uomo, dall'altro l'incomprensione degli uomini. Geremia ci ha lasciato un diario di questo dramma interiore: si tratta delle «confessioni» disperse tra i capp. 10 e 20 del suo libro. Il libro del profeta registra a più riprese la lunga catena di sofferenze che tale ministero provoca contro di lui: la persecuzione, l'ironia degli avversari, l'arresto, una sentenza di lapidazione, la minaccia di morte da parte del re che brucia nel fuoco il rotolo contenente la parola di Dio, la sua reclusione in una cisterna fino ad affondare nel fango... Ma Geremia non abbandona il suo popolo: se non può più intercedere con la supplica, griderà a Dio con la vita.
I profeti non sorsero solo prima che nascesse Gesù Cristo, ma anche nei primi secoli della Chiesa; ancora oggi continuano a nascere profeti che, come Geremia e Giovanni Battista, ci mostrano la strada che Dio vuole che seguiamo. Così si va costruendo la Storia della salvezza dell'umanità.

Il Vaticano II, nella costituzione dogmatica sulla Chiesa «Lumen Gentium» (LG), spiega che ogni battezzato, in forza della sua unione con Cristo, è partecipe del suo ufficio sacerdotale, profetico e regale. Ogni cristiano è dunque profeta, nel senso che diventa capace con la forza dello Spirito Santo di diffondere dovunque la viva testimonianza di Cristo, soprattutto per mezzo di una vita di fede e di carità. Attraverso la propria vita e azione i credenti ancora oggi annunciano la sovranità di Dio e la sua priorità nella vita.
Tra i fedeli il Signore distribuisce anche oggi i carismi di cui Paolo vedeva ricolmi i cristiani di Corinto, compresi quelli delle guarigioni, dei miracoli e della profezia: «il popolo santo di Dio partecipa pure dell'ufficio profetico di Cristo col diffondere dovunque la viva testimonianza di lui... L'universalità dei fedeli che tengono l'unzione dello Spirito Santo non può sbagliarsi nel credere e manifesta questa sua proprietà mediante il soprannaturale senso della fede di tutto il popolo... Inoltre lo Spirito Santo non solo per mezzo dei sacramenti e dei ministeri santifica il popolo di Dio e lo guida e adorna di virtù, ma "distribuendo a ciascuno i propri doni come piace a lui" (1Cor 12,11), dispensa pure tra i fedeli di ogni ordine grazie speciali, con le quali li rende adatti e pronti ad assumersi varie opere e uffici, utili al rinnovamento e alla maggiore espansione della Chiesa, secondo quelle parole: "A ciascuno la manifestazione dello Spirito è data perché torni a comune vantaggio"» (LG, 12).
Ci sono diversi modi di profetizzare, così come vuole lo Spirito Santo. Come Geremia e Giovanni Battista predicavano nelle pubbliche piazze, c’è chi profetizza in altri modi; ad esempio, scrivendo sui mezzi di comunicazione (libri, riviste), per mezzo di sermoni, omelie, discorsi; con la testimonianza della loro vita; partecipando ad organizzazioni sociali, come i comitati dei diritti umani o associazioni che lottano per una vita più degna e che, in molte occasioni, devono denunciare la cattiva gestione delle autorità; persone impegnate con i paesi poveri, che lottano contro il peccato sociale per una maggior giustizia, etc.
Sono persone che per il loro modo di vivere, di parlare, di trattare ci interpellano, ci danno un messaggio e costruiscono la storia di salvezza.
Testi biblici suggeriti per la discussione a gruppo. Sceglierne uno o due, a seconda degli interessi del gruppo:
+ Vocazione di Isaia: Is 6
+ Messaggio di consolazione: Is 40, 1-11
+ Vocazione di Geremia: Ger 1, 4-10
+ Confessioni di Geremia: Ger 20, 7-18
+ Le ossa inaridite: Ez 37, 1-14
+ Senso della giustizia sociale: Am 27, 21-24; 8, 4-8
