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La
Casa di Roma nel cuore e nella mente di Padre Félix.
Giubileo dei 75 anni della Casa
4 Novembre 1926-2001
P.
Joaquin Gonzàlez,
M.Sp.S.

Per
un Missionario dello Spirito Santo dire, ascoltare o
leggere "Piazza San Salvatore in Campo 57",
significa evocare un'espressione che porta quasi automaticamente
a pensare a P. Félix de Jesùs Rougier,
a Roma cuore della Chiesa (che è stata un'aspirazione
di P. Félix per la formazione solida dei suoi
figli), alla persecuzione religiosa in Messico (che
fu una spinta per questa fondazione), a Matthew Lalor
e ai suoi amici Irlandesi nostri benefattori, ai Padri
Tomas Fallon e Edmundo Iturbide (che accompagnarono
P. Felix nell'avventura dell'acquisto di questa casa).
Riporta alla memoria la processione di Missionari dello
Spirito Santo che sono passati da qui nel corso di questi
75 anni, la presenza delle Oblate di Gesù Sacerdote
che da 25 anni fanno parte integrante di questa casa
e la Fraternità sacerdotale che da 10 anni accoglie
Sacerdoti diocesani e religiosi che vengono a Roma principalmente
per motivi di studio.
Quando si contempla un quadro al di fuori del contesto
storico (autore, stile, circostanze, motivazioni dell'artista,
destinatario, ecc.) anche se è un vero capolavoro
lo si gode a metà. Invece, quando si contempla
con l'informazione adeguata, quel quadro lo si vede
dal di dentro e lo si gode di più. È quello
che vorrei fare con queste righe: farvi conoscere e
amare di più Padre Félix e la Casa di
Roma che tanto egli amò.
- LA
CASA DI PIAZZA SAN SALVATORE IN CAMPO, 57

La casa si trova nel rione
Regola che coincide in buona parte col territorio del
Ghetto ebraico. Molto vicino alla casa si trova la Chiesetta
di S. Paolo alla Regola, sorta sulla casa in cui, secondo
la tradizione, abitò S. Paolo quando venne a
Roma nell'anno 64 d.C.1
Dall'originaria costruzione
cinquecentesca della casa è rimasto solo il portale
architravato.2
Sulla parte superiore del portale si conserva ancora
uno stemma con stelle e un'iscrizione che dice "Soli
Deo honor et gloria" (solo a Dio onore e gloria).
Il palazzo attuale è stato costruito a metà
del s. XVII e rimaneggiato nell'Ottocento3
probabilmente la Madonna col Bambino in maiolica policroma
che si trova sopra il portale, al centro, è di
quest'epoca.
Nel 1834 la Sig.a Apollonia
de Angelis, proprietaria della casa, la dona a Sr. Maria
Colomba del Santissimo Sacramento, monaca dell'Ordine
delle Minime di 5. Francesco da Paola, che era probabilmente
una sua parente.
Dopo l'unificazione d'italia,
nel 1872, con la sospensione del potere temporale del
Papa e il non riconoscimento delle Congregazioni religiose,
la casa fu espropriata e nazionalizzata. Ma due anni
dopo, le Suore Minime possono riavere la casa pagando
L. 41,600 all'acquirente fiduciario, un certo Raffaele
Donati.
E questa la casa che P.
Félix comprò dalle Suore Minime nel giugno
del 1926.
-
LA SPINTA CHE FECE DECIDERE P. FELIX PER LA
FONDAZIONE DELLA CASA DI ROMA
Nel
1857 si realizza la riforma della Costituzione messicana
in cui si fa la separazione tra la Chiesa e lo Stato.
Questa separazione, sotto certi aspetti non fa male
alla Chiesa e alla sua missione evangelizzatrice; però
nel 1917 si fa un'altra riforma costituzionale in cui
non è più separazione tra Chiesa e Stato,
ma è lo Stato che sottomette la Chiesa. Si tratta
di una
riforma assolutamente anticostituzionale che provoca
una reazione nei cattolici che andrà gradualmente
crescendo.
Nel luglio del 1924 viene
eletto presidente della Repubblica Messicana Plutarco
Elias Calles che ha un atteggiamento morbosamente aggressivo
contro la Chiesa. Fa applicare radicalmente le leggi
persecutorie contenute nella Costituzione del 1917 e
altre create da lui con questo scopo.
Nel marzo del 1925 cominciano
a chiudere ed espropriare in modo sistematico alcuni
seminari, chiese e conventi religiosi. Questi fatti
provocano una protesta molto decisa da parte di diversi
settori cattolici e così si costituisce la Lega
di Difesa della Libertà Religiosa.
Il 2 febbraio 1926 il
Papa Pio XI consapevole della pesante situazione della
persecuzione in Messico scrive la sua Lettera pastorale
"Paterna sane sollicitudo" indirizzata a Mons.
José Mora y del Rio, Arcivescovo Primate del
Messico e a tutto l'episcopato e al popolo messicano.
In questa lettera il Papa condivide la sofferenza della
persecuzione, incoraggia tutti ad affrontare con fortezza
questo momento difficile e a cercare una soluzione pacifica.
Nel luglio del 1926 appaiono
nel "Diario Ufficiale" le riforme del
Codice penale (chiamate "Legge Calles") in
cui si creano i reati di religione con pesanti multe
e castighi per i trasgressori, l'espropriazione automatica
dei seminari e delle case religiose, la classifica del
Ministero sacerdotale come una professione qualsiasi
e con l'obbligo per i sacerdoti dell'iscrizione ufficiale
(per poter essere meglio controllati), l'esilio per
tutti i sacerdoti stranieri, ecc.
-
LA CASA DI ROMA NEL CUORE E NELLA MENTE Dl
P. FELIX4
La
fondazione della Casa di Roma assume un'importanza molto
grande per P. Félix, e questo per diversi motivi.
Egli comincia a pensarci a partire dal 1924 con la salita
al potere del presidente Calles. Ecco, molto sinteticamente,
le ragioni che lo animavano:
-
La Congregazione dei Missionari dello Spirito Santo
era stata fondata da appena 10 anni.
-
Egli desiderava una formazione solida per i suoi figli.
La persecuzione religiosa scatenata specialmente a
partire dal 1925 rendeva molto difficile la formazione
religiosa e sacerdotale in Messico.
- Egli
stesso, come sacerdote straniero, era nella lista
dei sacerdoti ricercati.
- Nell'eventualità
di una deportazione di P. Félix, la Congregazione
sarebbe rimasta in Messico "acefala".
Nel
1926 la persecuzione religiosa si fa aperta, sistematica,
prepotente e violenta.
Il 9 marzo P. Félix raduna il Consiglio Generale
e, dopo aver riflettuto, consultato e maturato la decisione,
espone il suo progetto di portare a Roma la Casa generale
e tutte le case di formazione (teologato, filosofato,
noviziato e seminario minore) per avere una formazione
solida e universale nel cuore della Chiesa.
Rimaneva da risolvere
un problema non indifferente:
trovare i soldi necessari per acquistare la casa, arredarla,
trasferirvi circa 60 persone, provvedere aI loro sostentamento,
agli studi, ecc. La cassa dell'economato era vuota,
ma E Félix diceva "La questione del
denaro non è niente se la volontà di Dio
è che si faccia la fondazione".
C'erano alcuni amici in Irlanda e in Messico che forse
potevano dargli una mano.
P. Félix aveva
conosciuto Matthew Lalor a Parigi nel settembre del
1921. Insieme a lui, tramite la Sig.a Elizabeth Greville,
aveva conosciuto anche il Sig. Tomas Fallon e P. Michele
Toher. Erano tutti e tre Irlandesi e tutti e tre intenzionati
ad entrare a far parte della Congregazione fondata da
P. Félix. La famiglia Greville era amica di P.
Félix e diretta spiritualmente da lui a partire
dal 1901 quando P. Félix era in Messico e George
Greville era Ministro Plenipotenziario d'inghilterra
presso il Governo messicano. P. Michele Toher e il Sig.
Tomas Fallon riescono ad entrare nella Congregazione
nel 1923, ma solo Tornas Fallon persevera. Matthew (che
d'ora in poi chiamerò Matteo) rimane come amico
e benefattore della Congregazione e alla fine muore
come Missionario dello Spirito Santo.
Il 28 marzo 1926 P. Félix
emette i suoi Voti perpetui come Missionario dello Spirito
Santo. Fino a quel momento aveva fatto parte della Società
di Maria.
Il 2 aprile 1926 scrive
a P. Ernesto Rieu, Sup. Generale dei Padri Maristi "L'unica
cosa che mi manca è il denaro... ma ho fede,
e l'opera che ho tra le mani non è mia, grazie
a Dio, ma di Gesù. E lei vedrà che prima
di tre mesi, questa piccola congregazione di Nostra
Signora avrà la sua casa a Roma".
Non c'era denaro neanche per il viaggio dei tre sacerdoti
che si tuffavano in quest'avventura, ma la Provvidenza
si fa tangibile attraverso l'amico irlandese Matteo
Lalor che offre il denaro per il viaggio dei tre padri.
Allo stesso Matteo, P. Felix aveva chiesto in una lettera
aiuto per l'acquisto della casa di Roma.
Il 9 aprile 1926 i tre
viaggiatori (E Félix, P. Edmundo Iturbide e E
Tomas Fallon appena ordinato sacerdote il 3 aprile)
si recarono a salutare Conchita5
perché il giorno dopo avrebbero preso il treno
per il porto di Veracruz, per poi imbarcarsi l'il aprile
sulla nave "Spagna" verso l'Europa.
P. Félix portava
con sé alcune lettere di raccomandazione, scritte
da alcuni vescovi e dal Delegato Apostolico e indirizzate
al Card. Pompilii, Vicario del Papa per la Diocesi di
Roma ed al Card. Gasparri, Segretario di Stato.
Quando arrivano a Saint
Nazaire (Francia) E Felix trova due lettere di Matteo
Lalor in cui gli si dice che è inutile andare
fino a Dublino perché in quel momento non vi
è alcuna possibilità di aiutarlo nel progetto
della fondazione di Roma.
P. Felix rimane di stucco. Ma P. Tomas interviene dicendo
che non devono fidarsi delle lettere, che conosce il
cuore del Signor Lalor e che è sicuro che li
avrebbe aiutati con grande generosità e per tutto
questo devono andare direttamente a Dublino, Abbandonati
nelle mani della Provvidenza così fanno.
Il 30 aprile arrivano a BlackRock (a 14 chilometri da
Dublino), dove abita Matteo Lalor che li accoglie molto
affettuosamente nella propria casa. La stessa sera quando
tutti sono nelle loro stanze, Matteo chiama P. Tomas
e chiede di quanto hanno bisogno. P. Tomas risponde
che di circa 5.000 libre sterline, Allora Matteo ne
promette 3.000. I Padri rimangono 22 giorni nella sua
casa e quasi ogni sera Matteo invita a cena uno o più
amici che pensa possano diventare possibili benefattori.
Con la somma offerta da Matteo Lalor i Padri partono
alla volta di Roma per cominciare a cercare la benedetta
casa.
Il 25 maggio, a Lyon,
P. Félix aveva dato una lettera ai Padri Edmundo
e Tomas perché la leggessero alla Madonna di
Lourdes. Tra altre cose dice: "Amata madre: ..
.dacci una piccola casa a Roma scelta da te, una piccola
Nazareth (....). Madre ti offro e ti consacro in anticipo
la Casa di Roma, che, sotto lo sguardo del Padre amatissimo,
nell'amore del Figlio é dello Spirito Santo,
tu ci cercherai. Concedici la grazia che tu sia lì
amata molto teneramente da tutti coloro che l'abiteranno
fino alla fine dei secoli, perché per te amino
ancor di più le tre Divine Persone. Il tuo figlio
molto grato che ti ama con tutto il cuore, Félix
de Jesùs Rougier".
A Roma, il 28 maggio P.
Felix visita il Prefetto della
Congregazione dei Religiosi, Card. Camillo Laurenti
(per parlare della Congregazione e del progetto di fondare
una casa a Roma) e il 31 visita anche il Card. Basilio
Pompilii, Vicario del Papa per chiedere il permesso
di fondare la comunità. Questi dà gentilmente
il permesso e gli dice "Ci avvisi quando l'abbia
trovata".
Non era facile trovare
una casa adatta, in vendita, libera, a buon prezzo e
vicina alle Università. Cominciano a cercare
e ne trovano alcune non adatte allo scopo ed altre giuste,
ma troppo care. Di nuovo Dio si fa presente attraverso
Padre Ripa, Claretiano, amico di Conchita a cui lei
aveva mandato con P. Félix una lettera chiedendogli
di dare una mano nella ricerca della casa. Padre Ripa,
molto buono e servizievole, informa P. Félix
che certe religiose Minime di clausura avevano intenzione
di vendere la loro casa per costruire il loro monastero
fuorì città. Era la casa di Piazza S.
Salvatore in Campo, 57.
Vanno a vederla e la casa
piace e piace il prezzo, anche se ha qualche inconveniente
come la mancanza di un giardino, ma pensano che sul
terrazzo si può sistemare un giardino pensile
e facendo alcuni adattamenti non costosi può
diventare la casa giusta. E così si decidono
a comprarla.
Le 3.000 libre sterline
offerte da Matteo Lalor si convertirono in 402.000 lire
italiane, ma la casa costava 500.000 lire e dunque mancavano
ancora 100.000 lire. Il 19 giugno viene pagata la prima
rata di 400.000 lire e E Felix s'impegna a pagare il
resto il 19 luglio perché è pienamente
sicuro che il Signore avrebbe provveduto. Anche lui
però si dà da fare e manda di nuovo P.
Tomas a Dublino per continuare la raccolta di soldi
tra gli amici di Matteo Lalor e così racimolare
la somma necessaria per l'acquisto della casa.
Il 12 luglio sul sagrato
della Chiesa di 5, Damiano ad Assisi, P. Félix
disse a P. Edmundo: "Adesso rinnoveremo una scena
francescana. S'inginocchi". E aggiunse: "Per
santa obbedienza vada in Messico e porti il primo gruppo
di studenti per la Casa di Roma". E così
E Edmundo partì per il Messico il 21 luglio a
portare il primo gruppo di studenti, senza un soldo
in tasca ma con il cuore pieno di fiducia nel Padre
celeste che si stava manifestando in tutto con segni
chiarissimi.
Il
16 luglio E Felix riceve da P. Tomas 1.380 Libre sterline
che si convertono in quasi 200.000 lire. Con questa
somma ha già il necessario per pagare completamente
la casa e per sistemarla.
Così il 19 luglio, come si era impegnato, E Félix
si presenta da Mons. Mariani, segretario dell'Amministrazione
dei Beni della 5. Sede, a pagare il resto.
"Com'è buono
Dio! - scriveva P. Felix a E Edmundo il 20 luglio -
In verità dobbiamo passare il tempo ringraziando
Dio e impegnandoci, per pura riconoscenza amorosa, a
diventare come Gesù ci vuole".
P. Félix, riconoscente
verso il Padre celeste, senza indugio ordina
di mettere una targa sulla facciata della casa in cui
esprime la sua gratitudine: "(hanc domum) Pater
filiis peramanter dedit" (Il Padre con molto amore
regalò questa casa ai suoi figli). Egli stesso
ci racconta della promessa fatta al Padre celeste: "Avevo
chiesto la casa nelle mie preghiere alla Prima Divina
persona, offrendole nel mio nome e nel nome di tutta
la Congregazione, di mettere sulla facciata della casa
una testimonianza di gratitudine per questo locale che
riceveremo come dalla sua mano". Poi in un'altra
lettera descrive sinteticamente i fatti: "in pochi
mesi la casa fu pagata, sistemata, arredata e popolata
da un buon gruppo di studenti delle nostre case del
Messico. La biblioteca fu assortita con libri comprati
a Roma, in Francia e in Spagna".
Il 3 novembre 1926 arrivano
i 10 fondatori della Casa di Roma: 3 sacerdoti, 5 Studenti
e 2 Fratelli Coadiutori. Se l'Irlanda aveva dato il
necessario per la casa di Roma, il Messico diede per
il viaggio. Durante il suo viaggio in Messico, P. Edmundo
andò a Ouadalajara a predicare degli esercizi
spirituali e qui, una famiglia, senza che lui avesse
chiesto nulla, gli diede un donativo sufficiente per
il viaggio dei 10 fondatori e anche per pagare qualche
debito delle case del Messico.
La casa di Roma è
stata l'ottava comunità fondata da P. Félix,
di essa egli era solito dire: "Roma, la casa delle
mie grandi speranze". Nutriva per la casa di Roma
una speciale predilezione. Scrisse nell'arco di 11 anni,
da ottobre 1926 fino a dicembre 1937, 313 lettere che
sono un tesoro di riflessioni e orientamenti solidi
e pratici per raggiungere "el querido color"
, "l'amato colore" del carisma dei Missionari
dello Spirito Santo. Ogni domenica P. Félix dedicava
una parte della sua giornata a scrivere queste lettere
in cui lascia trasparire il suo cuore di padre.
P. Félix volle
anche consacrare la Casa di Roma a Maria e fece mettere,
ai lati della Madonna col Bambino in maiolica colorata
che si trova sopra il portale, l'iscrizione: "Posuerunt
me custodem" ("Mi hanno messa come sentinella").
P. Félix sa di essere strumento del Signore in
tutto questo e ripete spesso "Gesù ha fatto
tutto". Si sente molto grato e riconoscente al
Padre celeste e anche alle persone che sono state segno
tangibile della sua Provvidenza.
In quest'anniversario,
alla gratitudine di P. Félix al Padre celeste
per questa casa espressa nella targa voluta da lui "Pater
filiis peramanter dedit", noi vogliamo aggiungere
la gratitudine di P. Félix e la nostra a Matteo
Lalor e ai suoi amici Irlandesi, nostri benefattori.
Il 20 luglio 1926 P. Félix scriveva a P. Tomas
Fallon "Alla sola Irlanda noi dobbiamo la Casa
di Roma". Frase carica di riconoscenza che noi
abbiamo voluto mettere sulla targa commemorativa del
750 anniversario della Casa di Roma.
Matteo Lalor muore il 17 febbraio 1937 come religioso
Missionario dello Spirito Santo. P. Félix conservò
per lui una profonda gratitudine come si può
vedere nel frammento di questa lettera "Non ho
bisogno di dirle che il suo nome sta scritto in modo
indelebile nel mio cuore e che mai ho smesso di pregare
per tutte le sue intenzioni e necessità nella
Santa Messa. La sua bontà verso la Congregazione,
di cui lei è membro devoto e fedele, sarà
ricordata perpetuamente in tutte le case della Congregazione
e specialmente nella Casa di Roma, della quale lei rimane
come il principale fondatore. (...). Con la mia più
calda e affettuosa benedizione, firmo, amato figlio,
come il suo grato padre in Cristo. Félix de Jesi~s
Rougier, M . Sp. S., Sup. Gen".
Per tutto questo il 4 novembre 2001, - 75° anniversario
della Casa di Roma -, dopo la celebrazione dell'Eucaristia,
P. Jorge Ortiz, M.Sp.S., Superiore Generale scoprì
la targa all'ingresso della casa, dedicata a Matteo
Lalor e ai nostri amici
e benefattori irlandesi. Targa che ci ricorderà
sempre la Provvidenza di Dio che si è manifestata
generosamente e concretamente in loro e ci ricorderà
anche tutto quello che Padre Félix aveva nella
sua mente e nel suo cuore per la Casa di Roma.6
-
L. PRATESI, il rione Regola. Roma, Tascabili economici
Newton, 1997, 21.
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L. PRATESI, Il rione Regola, 24.
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L. PRATESI, Il rione Regola, 24.
-
I dati per la mia relazione li prendo dalle lettere
di E Félix e dal libro di P. Jestis M. PADILLA,
EI Padre Félix Rougier, México, Editorial
la Cruz, 1971, IV.
5 Conchita è il diminutivo con cui chiamiamo
la Venerabile Serva di Dio Concepcién Cabrera
de Armida, ispiratrice delle cinque Opere della Croce,
di cui fa parte la Congregazione dei Missionari dello
Spirito Santo.
-
Tra gli ospiti illustri alloggiati in questa casa
ricordiamo:
- Sant'Enrique
de Oss6, fondatore della Compagnia di Santa Teresa
(Teresiane), che nel novembre deL 1884 trascorre qui
alcuni giorni quando viene a Roma a gestire alcuni
affari presso la S. Sede.
-
Il Beato Mons. Guizar y Valencia, Vescovo di Veracruz,
Messico.
- Il
Servo di Dio P. Moisés Lira, M.Sp.S. Studia
qui 2 anni da novembre 1926 al 29 luglio 1928. Fondatore
della Congregazione delle Missionarie della Carità
di Maria Immacolata.
-
Il Servo di Dio P. Pablo Guzm~n, M.Sp.S. Fa il dottorato
in Diritto Canonico da novembre 1929 a luglio 1930.
Fondatore della Congregazione delle Missionarie Eucaristiche
della Santissima Trinità.
-
Il Servo di Dio Fratel Alfonso Pérez, M.Sp.S.
abita qui dal 1926 al 1934 servendo la comunità
e edificandola con la sua testimonianza di delicatissima
carità.
-
Il Maestro e compositore messicano Miguel Bernal Jiménez
abitò qui durante i suoi studi nell'Accademia
di Musica Sacra negli anni '34-'35. Fu direttore del
Conservatorio Las Rosas di Morelia, rinnovandolo e
arricchendolo con la presena del Maestro italiano
Picutti.
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