Santa Lucia del Mela 
Martedì 13 Maggio 2008, ore 09:14

 



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o direttamente, hanno espresso la loro gratitudine a beneficio del Santuario.

Ogni ultima domenica del mese celebriamo una
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La Casa di Roma nel cuore e nella mente di Padre Félix.
Giubileo dei 75 anni della Casa
4 Novembre 1926-2001

P. Joaquin Gonzàlez, M.Sp.S.

Croce dell'Apostolato che simboleggia la spiritualità della Croce

     Per un Missionario dello Spirito Santo dire, ascoltare o leggere "Piazza San Salvatore in Campo 57", significa evocare un'espressione che porta quasi automaticamente a pensare a P. Félix de Jesùs Rougier, a Roma cuore della Chiesa (che è stata un'aspirazione di P. Félix per la formazione solida dei suoi figli), alla persecuzione religiosa in Messico (che fu una spinta per questa fondazione), a Matthew Lalor e ai suoi amici Irlandesi nostri benefattori, ai Padri Tomas Fallon e Edmundo Iturbide (che accompagnarono P. Felix nell'avventura dell'acquisto di questa casa). Riporta alla memoria la processione di Missionari dello Spirito Santo che sono passati da qui nel corso di questi 75 anni, la presenza delle Oblate di Gesù Sacerdote che da 25 anni fanno parte integrante di questa casa e la Fraternità sacerdotale che da 10 anni accoglie Sacerdoti diocesani e religiosi che vengono a Roma principalmente per motivi di studio.
Quando si contempla un quadro al di fuori del contesto storico (autore, stile, circostanze, motivazioni dell'artista, destinatario, ecc.) anche se è un vero capolavoro lo si gode a metà. Invece, quando si contempla con l'informazione adeguata, quel quadro lo si vede dal di dentro e lo si gode di più. È quello che vorrei fare con queste righe: farvi conoscere e amare di più Padre Félix e la Casa di Roma che tanto egli amò.

  • LA CASA DI PIAZZA SAN SALVATORE IN CAMPO, 57

"Piazza S. Salvatore in Campo, 57"
     La casa si trova nel rione Regola che coincide in buona parte col territorio del Ghetto ebraico. Molto vicino alla casa si trova la Chiesetta di S. Paolo alla Regola, sorta sulla casa in cui, secondo la tradizione, abitò S. Paolo quando venne a Roma nell'anno 64 d.C.1
     Dall'originaria costruzione cinquecentesca della casa è rimasto solo il portale architravato.2 Sulla parte superiore del portale si conserva ancora uno stemma con stelle e un'iscrizione che dice "Soli Deo honor et gloria" (solo a Dio onore e gloria). Il palazzo attuale è stato costruito a metà del s. XVII e rimaneggiato nell'Ottocento3 probabilmente la Madonna col Bambino in maiolica policroma che si trova sopra il portale, al centro, è di quest'epoca.
     Nel 1834 la Sig.a Apollonia de Angelis, proprietaria della casa, la dona a Sr. Maria Colomba del Santissimo Sacramento, monaca dell'Ordine delle Minime di 5. Francesco da Paola, che era probabilmente una sua parente.
     Dopo l'unificazione d'italia, nel 1872, con la sospensione del potere temporale del Papa e il non riconoscimento delle Congregazioni religiose, la casa fu espropriata e nazionalizzata. Ma due anni dopo, le Suore Minime possono riavere la casa pagando L. 41,600 all'acquirente fiduciario, un certo Raffaele Donati.
     E questa la casa che P. Félix comprò dalle Suore Minime nel giugno del 1926.

  • LA SPINTA CHE FECE DECIDERE P. FELIX PER LA FONDAZIONE DELLA CASA DI ROMA

     Nel 1857 si realizza la riforma della Costituzione messicana in cui si fa la separazione tra la Chiesa e lo Stato. Questa separazione, sotto certi aspetti non fa male alla Chiesa e alla sua missione evangelizzatrice; però nel 1917 si fa un'altra riforma costituzionale in cui non è più separazione tra Chiesa e Stato, ma è lo Stato che sottomette la Chiesa. Si tratta di unaSala da pranzo. Roma riforma assolutamente anticostituzionale che provoca una reazione nei cattolici che andrà gradualmente crescendo.
     Nel luglio del 1924 viene eletto presidente della Repubblica Messicana Plutarco Elias Calles che ha un atteggiamento morbosamente aggressivo contro la Chiesa. Fa applicare radicalmente le leggi persecutorie contenute nella Costituzione del 1917 e altre create da lui con questo scopo.
     Nel marzo del 1925 cominciano a chiudere ed espropriare in modo sistematico alcuni seminari, chiese e conventi religiosi. Questi fatti provocano una protesta molto decisa da parte di diversi settori cattolici e così si costituisce la Lega di Difesa della Libertà Religiosa.
     Il 2 febbraio 1926 il Papa Pio XI consapevole della pesante situazione della persecuzione in Messico scrive la sua Lettera pastorale "Paterna sane sollicitudo" indirizzata a Mons. José Mora y del Rio, Arcivescovo Primate del Messico e a tutto l'episcopato e al popolo messicano. In questa lettera il Papa condivide la sofferenza della persecuzione, incoraggia tutti ad affrontare con fortezza questo momento difficile e a cercare una soluzione pacifica.
     Nel luglio del 1926 appaiono nel "Diario Ufficiale" le riforme delLa comunità di Roma nel 2002 Codice penale (chiamate "Legge Calles") in cui si creano i reati di religione con pesanti multe e castighi per i trasgressori, l'espropriazione automatica dei seminari e delle case religiose, la classifica del Ministero sacerdotale come una professione qualsiasi e con l'obbligo per i sacerdoti dell'iscrizione ufficiale (per poter essere meglio controllati), l'esilio per tutti i sacerdoti stranieri, ecc.

  • LA CASA DI ROMA NEL CUORE E NELLA MENTE Dl P. FELIX4

     La fondazione della Casa di Roma assume un'importanza molto grande per P. Félix, e questo per diversi motivi. Egli comincia a pensarci a partire dal 1924 con la salita al potere del presidente Calles. Ecco, molto sinteticamente, le ragioni che lo animavano:

  • La Congregazione dei Missionari dello Spirito Santo era stata fondata da appena 10 anni.
  • Egli desiderava una formazione solida per i suoi figli. La persecuzione religiosa scatenata specialmente a partire dal 1925 rendeva molto difficile la formazione religiosa e sacerdotale in Messico.
  • Egli stesso, come sacerdote straniero, era nella lista dei sacerdoti ricercati.
  • Nell'eventualità di una deportazione di P. Félix, la Congregazione sarebbe rimasta in Messico "acefala".

     Nel 1926 la persecuzione religiosa si fa aperta, sistematica, prepotente e violenta.
Il 9 marzo P. Félix raduna il Consiglio Generale e, dopo aver riflettuto, consultato e maturato la decisione, espone il suo progetto di portare a Roma la Casa generale e tutte le case di formazione (teologato, filosofato, noviziato e seminario minore) per avere una formazione solida e universale nel cuore della Chiesa.
     Rimaneva da risolvere un problema non indifferente:
trovare i soldi necessari per acquistare la casa, arredarla, trasferirvi circa 60 persone, provvedere aI loro sostentamento, agli studi, ecc. La cassa dell'economato era vuota, ma E Félix diceva "La questione del denaro non è niente se la volontà di Dio è che si faccia la fondazione".
C'erano alcuni amici in Irlanda e in Messico che forse potevano dargli una mano.Bibblioteca della casa di Roma
     P. Félix aveva conosciuto Matthew Lalor a Parigi nel settembre del 1921. Insieme a lui, tramite la Sig.a Elizabeth Greville, aveva conosciuto anche il Sig. Tomas Fallon e P. Michele Toher. Erano tutti e tre Irlandesi e tutti e tre intenzionati ad entrare a far parte della Congregazione fondata da P. Félix. La famiglia Greville era amica di P. Félix e diretta spiritualmente da lui a partire dal 1901 quando P. Félix era in Messico e George Greville era Ministro Plenipotenziario d'inghilterra presso il Governo messicano. P. Michele Toher e il Sig. Tomas Fallon riescono ad entrare nella Congregazione nel 1923, ma solo Tornas Fallon persevera. Matthew (che d'ora in poi chiamerò Matteo) rimane come amico e benefattore della Congregazione e alla fine muore come Missionario dello Spirito Santo.
     Il 28 marzo 1926 P. Félix emette i suoi Voti perpetui come Missionario dello Spirito Santo. Fino a quel momento aveva fatto parte della Società di Maria.
     Il 2 aprile 1926 scrive a P. Ernesto Rieu, Sup. Generale dei Padri Maristi "L'unica cosa che mi manca è il denaro... ma ho fede, e l'opera che ho tra le mani non è mia, grazie a Dio, ma di Gesù. E lei vedrà che prima di tre mesi, questa piccola congregazione di Nostra Signora avrà la sua casa a Roma".
Non c'era denaro neanche per il viaggio dei tre sacerdoti che si tuffavano in quest'avventura, ma la Provvidenza si fa tangibile attraverso l'amico irlandese Matteo Lalor che offre il denaro per il viaggio dei tre padri. Allo stesso Matteo, P. Felix aveva chiesto in una lettera aiuto per l'acquisto della casa di Roma.
     Il 9 aprile 1926 i tre viaggiatori (E Félix, P. Edmundo Iturbide e E Tomas Fallon appena ordinato sacerdote il 3 aprile) si recarono a salutare Conchita5 perché il giorno dopo avrebbero preso il treno per il porto di Veracruz, per poi imbarcarsi l'il aprile sulla nave "Spagna" verso l'Europa.
     P. Félix portava con sé alcune lettere di raccomandazione, scritte da alcuni vescovi e dal Delegato Apostolico e indirizzate al Card. Pompilii, Vicario del Papa per la Diocesi di Roma ed al Card. Gasparri, Segretario di Stato.
     Quando arrivano a Saint Nazaire (Francia) E Felix trova due lettere di Matteo Lalor in cui gli si dice che è inutile andare fino a Dublino perché in quel momento non vi è alcuna possibilità di aiutarlo nel progetto della fondazione di Roma.
P. Felix rimane di stucco. Ma P. Tomas interviene dicendo che non devono fidarsi delle lettere, che conosce il cuore del Signor Lalor e che è sicuro che li avrebbe aiutati con grande generosità e per tutto questo devono andare direttamente a Dublino, Abbandonati nelle mani della Provvidenza così fanno.
Il 30 aprile arrivano a BlackRock (a 14 chilometri da Dublino), dove abita Matteo Lalor che li accoglie molto affettuosamente nella propria casa. La stessa sera quando tutti sono nelle loro stanze, Matteo chiama P. Tomas e chiede di quanto hanno bisogno. P. Tomas risponde che di circa 5.000 libre sterline, Allora Matteo ne promette 3.000. I Padri rimangono 22 giorni nella sua casa e quasi ogni sera Matteo invita a cena uno o più amici che pensa possano diventare possibili benefattori.
Con la somma offerta da Matteo Lalor i Padri partono alla volta di Roma per cominciare a cercare la benedetta casa.
     Il 25 maggio, a Lyon, P. Félix aveva dato una lettera ai Padri Edmundo e Tomas perché la leggessero alla Madonna di Lourdes. Tra altre cose dice: "Amata madre: .. .dacci una piccola casa a Roma scelta da te, una piccola Nazareth (....). Madre ti offro e ti consacro in anticipo la Casa di Roma, che, sotto lo sguardo del Padre amatissimo, nell'amore del Figlio é dello Spirito Santo, tu ci cercherai. Concedici la grazia che tu sia lì amata molto teneramente da tutti coloro che l'abiteranno fino alla fine dei secoli, perché per te amino ancor di più le tre Divine Persone. Il tuo figlio molto grato che ti ama con tutto il cuore, Félix de Jesùs Rougier".
     A Roma, il 28 maggio P. Felix visita il Prefetto dellaI Missionari dell Spirito Santo in Vaticano (Sala Clementina) Congregazione dei Religiosi, Card. Camillo Laurenti (per parlare della Congregazione e del progetto di fondare una casa a Roma) e il 31 visita anche il Card. Basilio Pompilii, Vicario del Papa per chiedere il permesso di fondare la comunità. Questi dà gentilmente il permesso e gli dice "Ci avvisi quando l'abbia trovata".
     Non era facile trovare una casa adatta, in vendita, libera, a buon prezzo e vicina alle Università. Cominciano a cercare e ne trovano alcune non adatte allo scopo ed altre giuste, ma troppo care. Di nuovo Dio si fa presente attraverso Padre Ripa, Claretiano, amico di Conchita a cui lei aveva mandato con P. Félix una lettera chiedendogli di dare una mano nella ricerca della casa. Padre Ripa, molto buono e servizievole, informa P. Félix che certe religiose Minime di clausura avevano intenzione di vendere la loro casa per costruire il loro monastero fuorì città. Era la casa di Piazza S. Salvatore in Campo, 57.
     Vanno a vederla e la casa piace e piace il prezzo, anche se ha qualche inconveniente come la mancanza di un giardino, ma pensano che sul terrazzo si può sistemare un giardino pensile e facendo alcuni adattamenti non costosi può diventare la casa giusta. E così si decidono a comprarla.
     Le 3.000 libre sterline offerte da Matteo Lalor si convertirono in 402.000 lire italiane, ma la casa costava 500.000 lire e dunque mancavano ancora 100.000 lire. Il 19 giugno viene pagata la prima rata di 400.000 lire e E Felix s'impegna a pagare il resto il 19 luglio perché è pienamente sicuro che il Signore avrebbe provveduto. Anche lui però si dà da fare e manda di nuovo P. Tomas a Dublino per continuare la raccolta di soldi tra gli amici di Matteo Lalor e così racimolare la somma necessaria per l'acquisto della casa.
     Il 12 luglio sul sagrato della Chiesa di 5, Damiano ad Assisi, P. Félix disse a P. Edmundo: "Adesso rinnoveremo una scena francescana. S'inginocchi". E aggiunse: "Per santa obbedienza vada in Messico e porti il primo gruppo di studenti per la Casa di Roma". E così E Edmundo partì per il Messico il 21 luglio a portare il primo gruppo di studenti, senza un soldo in tasca ma con il cuore pieno di fiducia nel Padre celeste che si stava manifestando in tutto con segni chiarissimi.
     Il 16 luglio E Felix riceve da P. Tomas 1.380 Libre sterline che si convertono in quasi 200.000 lire. Con questa somma ha già il necessario per pagare completamente la casa e per sistemarla.
Così il 19 luglio, come si era impegnato, E Félix si presenta da Mons. Mariani, segretario dell'Amministrazione dei Beni della 5. Sede, a pagare il resto.
     "Com'è buono Dio! - scriveva P. Felix a E Edmundo il 20 luglio - In verità dobbiamo passare il tempo ringraziando Dio e impegnandoci, per pura riconoscenza amorosa, a diventare come Gesù ci vuole".
     P. Félix, riconoscente verso il Padre celeste, senza indugio ordinaTarga messa da P. Felix sulla facciata della casa di Roma di mettere una targa sulla facciata della casa in cui esprime la sua gratitudine: "(hanc domum) Pater filiis peramanter dedit" (Il Padre con molto amore regalò questa casa ai suoi figli). Egli stesso ci racconta della promessa fatta al Padre celeste: "Avevo chiesto la casa nelle mie preghiere alla Prima Divina persona, offrendole nel mio nome e nel nome di tutta la Congregazione, di mettere sulla facciata della casa una testimonianza di gratitudine per questo locale che riceveremo come dalla sua mano". Poi in un'altra lettera descrive sinteticamente i fatti: "in pochi mesi la casa fu pagata, sistemata, arredata e popolata da un buon gruppo di studenti delle nostre case del Messico. La biblioteca fu assortita con libri comprati a Roma, in Francia e in Spagna".
     Il 3 novembre 1926 arrivano i 10 fondatori della Casa di Roma: 3 sacerdoti, 5 Studenti e 2 Fratelli Coadiutori. Se l'Irlanda aveva dato il necessario per la casa di Roma, il Messico diede per il viaggio. Durante il suo viaggio in Messico, P. Edmundo andò a Ouadalajara a predicare degli esercizi spirituali e qui, una famiglia, senza che lui avesse chiesto nulla, gli diede un donativo sufficiente per il viaggio dei 10 fondatori e anche per pagare qualche debito delle case del Messico.
     La casa di Roma è stata l'ottava comunità fondata da P. Félix, di essa egli era solito dire: "Roma, la casa delle mie grandi speranze". Nutriva per la casa di Roma una speciale predilezione. Scrisse nell'arco di 11 anni, da ottobre 1926 fino a dicembre 1937, 313 lettere che sono un tesoro di riflessioni e orientamenti solidi e pratici per raggiungere "el querido color" , "l'amato colore" del carisma dei Missionari dello Spirito Santo. Ogni domenica P. Félix dedicava una parte della sua giornata a scrivere queste lettere in cui lascia trasparire il suo cuore di padre.
     P. Félix volle anche consacrare la Casa di Roma a Maria e fece mettere, ai lati della Madonna col Bambino in maiolica colorata che si trova sopra il portale, l'iscrizione: "Posuerunt me custodem" ("Mi hanno messa come sentinella").
P. Félix sa di essere strumento del Signore in tutto questo e ripete spesso "Gesù ha fatto tutto". Si sente molto grato e riconoscente al Padre celeste e anche alle persone che sono state segno tangibile della sua Provvidenza.
     In quest'anniversario, alla gratitudine di P. Félix al Padre celeste per questa casa espressa nella targa voluta da lui "Pater filiis peramanter dedit", noi vogliamo aggiungere la gratitudine di P. Félix e la nostra a Matteo Lalor e ai suoi amici Irlandesi, nostri benefattori. Il 20 luglio 1926 P. Félix scriveva a P. Tomas Fallon "Alla sola Irlanda noi dobbiamo la Casa di Roma". Frase carica di riconoscenza che noi abbiamo voluto mettere sulla targa commemorativa del 750 anniversario della Casa di Roma.
Matteo Lalor muore il 17 febbraio 1937 come religioso Missionario dello Spirito Santo. P. Félix conservò per lui una profonda gratitudine come si può vedere nel frammento di questa lettera "Non ho bisogno di dirle che il suo nome sta scritto in modo indelebile nel mio cuore e che mai ho smesso di pregare per tutte le sue intenzioni e necessità nella Santa Messa. La sua bontà verso la Congregazione, di cui lei è membro devoto e fedele, sarà ricordata perpetuamente in tutte le case della Congregazione e specialmente nella Casa di Roma, della quale lei rimane come il principale fondatore. (...). Con la mia più calda e affettuosa benedizione, firmo, amato figlio, come il suo grato padre in Cristo. Félix de Jesi~s Rougier, M . Sp. S., Sup. Gen".
Per tutto questo il 4 novembre 2001, - 75° anniversario
della Casa di Roma -, dopo la celebrazione dell'Eucaristia, P. Jorge Ortiz, M.Sp.S., Superiore Generale scoprì la targa all'ingresso della casa, dedicata a Matteo Lalor e ai nostri amici
e benefattori irlandesi. Targa che ci ricorderà sempre la Provvidenza di Dio che si è manifestata generosamente e concretamente in loro e ci ricorderà anche tutto quello che Padre Félix aveva nella sua mente e nel suo cuore per la Casa di Roma.6

  1. L. PRATESI, il rione Regola. Roma, Tascabili economici Newton, 1997, 21.
  2. L. PRATESI, Il rione Regola, 24.
  3. L. PRATESI, Il rione Regola, 24.
  4. I dati per la mia relazione li prendo dalle lettere di E Félix e dal libro di P. Jestis M. PADILLA, EI Padre Félix Rougier, México, Editorial la Cruz, 1971, IV.
    5 Conchita è il diminutivo con cui chiamiamo la Venerabile Serva di Dio Concepcién Cabrera de Armida, ispiratrice delle cinque Opere della Croce, di cui fa parte la Congregazione dei Missionari dello Spirito Santo.
  5. Tra gli ospiti illustri alloggiati in questa casa ricordiamo:
  • Sant'Enrique de Oss6, fondatore della Compagnia di Santa Teresa (Teresiane), che nel novembre deL 1884 trascorre qui alcuni giorni quando viene a Roma a gestire alcuni affari presso la S. Sede.
  • Il Beato Mons. Guizar y Valencia, Vescovo di Veracruz, Messico.
  • Il Servo di Dio P. Moisés Lira, M.Sp.S. Studia qui 2 anni da novembre 1926 al 29 luglio 1928. Fondatore della Congregazione delle Missionarie della Carità di Maria Immacolata.
  • Il Servo di Dio P. Pablo Guzm~n, M.Sp.S. Fa il dottorato in Diritto Canonico da novembre 1929 a luglio 1930. Fondatore della Congregazione delle Missionarie Eucaristiche della Santissima Trinità.
  • Il Servo di Dio Fratel Alfonso Pérez, M.Sp.S. abita qui dal 1926 al 1934 servendo la comunità e edificandola con la sua testimonianza di delicatissima carità.
  • Il Maestro e compositore messicano Miguel Bernal Jiménez abitò qui durante i suoi studi nell'Accademia di Musica Sacra negli anni '34-'35. Fu direttore del Conservatorio Las Rosas di Morelia, rinnovandolo e arricchendolo con la presena del Maestro italiano Picutti.



 

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MESSINA