Santa Lucia del Mela 
Sabato 17 Maggio 2008, ore 18:05


La Storia
Le Chiese
Le Foto
Santa Lucia del Mela
 
 
Come Arrivare
La Casa di Spiritualità






BLOG
DOWNLOAD

L'angolo della gratitudine
La Madonna della Neve benedica e protegga quanti, tramite c.c.p.
n. 12492930
o direttamente, hanno espresso la loro gratitudine a beneficio del Santuario.

Ogni ultima domenica del mese celebriamo una
S. Messa per tutti i nostri benefattori

 

Santa Lucia del Mela

La Chiesa Sacro Cuore

Il Chiostro del Sacro Cuore

 

     La chiesa e il convento di S. Maria di Gesù ( Sacro Cuore), della famiglia francescana dei Minori Osservanti, risalgono al XVI secolo e ricadevano fuori le mura, poco distante da Porta Borgo. Sull’ingresso dell’antico convento la data del 1521 ne indicava l’anno della fondazione. Del 1543, invece, è la costruzione della chiesa (Giuliana Parisi, tomo VIII, foglio 185). In seguito alla legge di soppressione del 7 luglio 1866 che consentiva al demanio di incamerare i beni delle corporazioni religiose, la chiesa, quasi abbandonata, appariva in precarie condizioni di stabilità. Gli effetti di questa legge furono particolarmente devastanti per il nostro centro, che vantava tre case francescane e un monastero di monache benedettine. Ricostruita per iniziativa del vescovo Blandini, diviene parrocchia ereditando il titolo di quella di S. Nicola. Dell’antico convento, annoverato tra i più grandi e i più belli della val Demone (la Sicilia era divisa in tre grandi circoscrizioni: val Demone, val di Noto e val di Ma zara), sussistono le 24 colonne di granito del chiostro, 18 con capitelli di ordine dorico e le rimanenti con capitelli di stile corinzio. Due preziosi affreschi, uno sulla parete interna dell’ingresso raffigurante S. Francesco d’Assisi, l’altro sulla parete di fondo del refettorio raffigurante l’ultima cena, purtroppo sono andati distrutti. Anche il pozzo al centro del chiostro, dal quale si attingeva l’acqua in una profonda cisterna, è stato eliminato. Sarebbe opportuno ripristinarlo allorquando, come è auspicabile, si provvederà a una consona pavimentazione del chiostro. Durante i lavori di sistemazione della piazza Antonio Fulci (oggi, Milite Ignoto), il muro della chiesa, rimasto pericolante, dovette essere abbattuto e ricostruito. Stessa sorte toccò all’antico soffitto ligneo a cassettoni, sostituito da una volta incannucciata, eliminata a sua volta nel 1935 perché veniva giù a pezzi. Nel 1942 venne rifatto l’attuale soffitto ligneo e alcuni stucchi settecenteschi che adornavano la chiesa vennero eliminati perché considerati di scarso pregio. Con deliberazione del 30 gennaio 1952, il comune cedeva al vescovo, monsignor Guido Tonetti, l’ex convento, ormai prossimo alla rovina. La parrocchia nel 1959 veniva affidata dal vescovo monsignor Francesco Ricceri ai frati del Terzo Ordine Regolare di S. Francesco. Grazie a tale provvedimento, una grande figura di religioso, padre Giovanni Parisi, diviene protagonista della storia della nostra città. Tocca a lui, superiore e parroco, restaurare e aprire il convento del Sacro Cuore, che diventa istituto per assistenza ai minori. Vi rimane per il resto della sua vita, fino al 25 maggio 1992, allorquando, lasciata questa terra, si presentava all’Eterno a ricevere il premio dei giusti. Padre Giovanni, come attesta l’epigrafe del monumento erettogli nel chiostro dai confratelli a imperitura memoria, è stato un francescano esemplare per bontà e semplicità di vita. Laureato in Filosofia, Teologia e Diritto Canonico, fu ministro generale del T.O. R. (Terzo Ordine Regolare) dal 1936 al 1947, durante gli anni tormentati del secondo conflitto mondiale. Ricoprì gli incarichi di cancelliere e di vicario generale della nostra Prelatura, che tanto amò e tanto difese strenuamente perorandone in ogni occasione la causa per la sua sopravvivenza. Scrittore versatile, minuzioso e attento ricercatore, grazie alle pubblicazioni su S. Lucia e sull’intera valle del Mela, possiamo affermare che padre Parisi rappresenta la nostra memoria storica. Autore anche di numerosi testi religiosi e di molti altri scritti, viene annoverato nel “Dizionario biografico degli autori italiani contemporanei”. Non fece mai pesare, però, la sua cultura e il suo sapere, poiché egli, da buon francescano, aveva fatto dell’umiltà e della modestia le buone compagne della sua vita. L’Aquila reale in marmo bianco artisticamente istoriata che si trova sul prospetto della chiesa, era posta sull’ingresso dell’antico convento unitamente a una lapide (attestante l’opera dei frati in una calamità del 1687) che adesso si trova sulla parete della chiesa attigua al chiostro. All’intorno, a un’unica navata, troviamo numerose opere d’arte. Sulla destra dell’ingresso principale, il bel fonte battesimale del Calamech (1567 ), proveniente dalla chiesa di S. Nicola; la tela dei Santi Cosma e Damiano di Alonso Rodriguez (1620), proveniente dalla ex chiesa di S. Michele; lo stupendo dipinto della Proziuncola di Antonino Biondo (1600) raffigurante S. Francesco in estasi nella chiesetta di S. Maria degli Angeli, dall’effetto chiaroscuro incantevole. Quest’antico capolavoro, tra i più pregevoli della Sicilia, fortunatamente è stato ben restaurato dalla Soprintendenza dopo che nel 1900 i soldati dell’84° Fanteria, trasformata la chiesa e il convento in caserma dopo l’uccisione di Umberto I, nonostante i dipinti fossero protetti da tavole di abete, infilando le baionette tra le assi, sfregiarono la tela fendendola verticalmente. Sul lato di sinistra, S. Antonio da Padova, tela del Filocamo (XVIII secolo). Gli angeli che fanno ala al santo sembrano veri per la loro straordinaria bellezza; la Madonna del Carmelo, ancora del Filocamo (1718). Tra le figure che fiancheggiano al Vergine, spicca per bellezza artistica ed espressiva il San Girolamo, con nelle mani un libro aperto con su incisa la data e il nome dell’autore. Stupendo il Crocifisso ligneo, attribuito a frate Umile da Petralia (1630). L’artista con mirabile perizia ha saputo imprimere sul volto del Cristo reclinato dolcemente sul petto, le terribili sofferenze della passione. Gli affreschi mediocri e anneriti dal tempo sulla parete su cui poggia la scultura certamente non contribuiscono a metterne in risalto la bellezza. Subito dopo troviamo il bel sarcofago in marmo di Carrara del barone Pancaldo. La tradizione vuole che sia annegato in una vasca presso la sua dimora di contrada S. Giovanni. L’artistico monumento (1582), prima dell’attuale collocazione, si trovava dietro l’altare maggiore, nella parete di destra. Sulla cantoria si trova un organo del tardo ‘700. La campana dell’antico orologio del campanile, ormai in disuso, che segnava le ore, proviene dall’antico monastero delle Benedettine. Un tempo, le altre due campane, sul far del giorno, suonavano cento colpi. Era il cosiddetto “svegliarino”, che chiamava la gente al lavoro. Nell’ampio salone del convento si possono ammirare pregevoli tele e artistiche statue lignee, tra cui quelle di S. Filippo d’Agira e di S. Rocco. Oggi la parrocchia del Sacro Cuore è la più popolosa, poiché in questi ultimi decenni si è assistito a un progressivo spopolamento del centro storico a vantaggio della parte bassa del centro abitato. I frati del TOR con zelo provvedono alla cura delle anime e i locali dell’ex Istituto Sacro Cuore, che hanno visto tanti ragazzi crescere intellettualmente e moralmente, continuano a essere luogo d’incontro e di formazione per la gioventù.

Tutte le chiese

La Basilica Cattedrale Maria Assunta

Chiesa Annunziata

Chiesa del Sacro Cuore

Chiesa S. Nicola

Chiesa del Rosario

Chiesa dei Cappuccini

Chiesa di S. Antonio Abate

Chiesa di S. Francesco

Chiesa di S. Caterina

Chiesa di S. Maria

Chiesa della Misericordia

Chiesa S. Giovanni


email msps.pvitalia@tiscali.it
Tel-fax: 090-935262

Madonna della Neve
via Seminario 115
98046 Santa Lucia del Mela
MESSINA