|
SANTUARIO MADONNA DELLA
NEVE
Santa
Lucia del Mela |
|
Sabato 13 Marzo 2010 ore 14:58 |
|
|
|
|
|
Il CASTELLO
Il castello arabo (837 / 851), svevo (1228), aragonese (1332) è stato protagonista della storia millenaria della città.
La genesi edilizia del castello risulta poco chiara. In due diplomi risalenti al 1094 il conte Ruggero afferma di aver ricostruito l'"ecclesiam Sanctae Luciae sitam in campania Milatii". La riedificazione lascerebbe intendere la presenza di un edificio sacro precedente all'invasione normanna, possibilmente esistente durante la dominazione bizantina.
In un documento del 1206 si concede il territorio di S. Lucia a un certo Gregorio Mostaccio, cappellano maggiore del regno, con l'istituzione della "Prelatura Nullius" da parte di FEDERICO II° di Svevia che aveva scelto il sito come luogo di svago e di riposo, infatti poteva dedicarsi alla caccia, suo svago preferito, sui monti vicini ricchi di selvagginae lontano dalle ingerenze dei vescovi delle vicine diocesi, nella "sua" Prelatura, poté preparare quella che fu definita "la crociata maledetta".
Nel Castello riecheggiavano i versi della scuola poetica, siciliana ed una tradizione popolare vuole che nella prigione, sotto il vano della torre cilindrica (scoperta nel’67 durante l’esecuzione di lavori) abbia finito i suoi giorni suicida Pier delle Vigne protonotaro dell'imperatore, caduto in disgrazia, che proprio a S. Lucia doveva godere una stima particolare dal popolo come attesta una via del centro storico a lui dedicata.
Tra l'XI e il XII secolo il territorio di S. Lucia risulta inserito nel "tenimento" di Milazzo e sotto il potere di Goffredo Burrell.
Al 1228 si registra una rivendicazione del vescovo di Patti, al fine di ottenere nuovamente il territorio sottratto alla diocesi: dovrà accontentarsi di un risarcimento pari a 2000 tarì. Un documento del 1248 chiarisce finalmente l'entità e la consitenza dell'abitato di S. Lucia, censito come casale. Solo nel 1249 si menziona la presenza di un "palacium" a S. Lucia del Mela. Dunque non è improbabile che l'edificio, costruito un anno prima della morte di FEDERICO II° di Svevia, svolgesse funzioni sia militari, che residenziali, come la maggior parte dei castelli edificati nei decenni precedenti secondo le precise volontà dell'imperatore. Un documento risalente al 1296 ricorda S. Lucia sempre come casale; nel 1330 si ricorda un "castrum Maccaruni", edificato, probabilmente restaurato ed ampliato su presistenze, per volontà di Federico III presso il casale di S. Lucia. Da questo momento in poi castrum e abitato vengono inseriti nelle alterne vicende delle continue lotte ra aragonesi e angioini. Matteo Palizzi nel 1340 risulta possessore del castello; alla sua morte il feudo ritorna alla corona. Il vicario Giovanni di Randazzo sfrutta il castello come edficio logistico per le sue ruppe durante il tentativo di riconquista di Milazzo nel 1346. Finalmente un documento del 1356 censisce Santa Lucia come "castrum et terra". Fazello, nel 1558, ricorda un "castel di Santa Lucia" posto a 3 miglia dal monastero basiliano di S. Maria la Gala e a 6 mglia da Milazzo.
Nel '600, decaduto alle funzioni di difesa grazie alle nuove tecniche militari, conseguenza dell'invenzione delle armi da fuoco, abbandonato ed in rovina viene ceduto dal proprietario don Francesco MORRA principe di Buccheri, a Mons. Simone Impellizzeri, Prelato del tempo (1673), che provvede subito alla sua ristrutturazione.
|
Il Castello SUB
|
|
|
|
|
|
|
|
| |
|
La torre circolare si presenta, al suo interno, divisa in due piani: il pian terreno, alto m. 5,20, un tempo doveva svolgere funzioni di cisterna e, forse, successivamente di prigione; il primo piano, alto ben 11,50 m., si distingue attraverso una copertura con volta ad ombrello, sostenuta da quattro costoloni a crociera.
L'ingresso principale al "palatium" è caratterizzato da un arco a sesto acuto, composto da conci d'arenaria e contornato da una ghiera di pomice nero, similmente alle finestre della torre, ma con motivo cromatico invertito. Varcata l'ampia soglia, si giunge nel cortile interno o piazza d'armi, che possiede una singolare pianta a "V" e dal quale è possibile accedere, attraverso un portale d'ingresso rivolto ad est e caratterizzato anch'esso da un arco a sesto acuto sempre contornato da una cornice di pomice nera, all'antica cappella del castello, di pianta rettangolare, con abside ricavata nello spessore del muro orientale. Il resto del complesso si presenta, purtroppo, ampiamente alterato, causa soprattutto la trasformazione in seminario avvenuta, come già scritto, alla fine del XVII secolo. Inoltre ai giorni nostri recenti restauri hanno sì donato nuova vita all'antico "palatium", ma ne hanno ancor più fortemente limitato la lettura interpretativa dell'originario impianto.
Nel 1695, nei locali ristrutturati, viene trasferito dal Palazzo Prelatizio il Seminario che diviene in breve tempo un rinomato centro di studi.
Maestri insigni e personalità eccelse ne hanno percorso la storia. Basti ricordare il luciese Abate Antonio SCOPPA, letterato, ambasciatore a PARIGI del Regno delle due Sicilie ed accademico di FRANCIA.
Ed il filosofo Pasquale GALLUPPI, natio di TROPEA, che giovinetto ebbe a studiare nel seminario, divenendo professore di Teologia Dogmatica.
Viene considerato un luciese d'adozione e molto opportunamente la locale scuola Media gli è intitolata.
Ai piedi dello scalone interno trovasi una statua marmorea di S. Michele Arcangelo attribuita al Calamech (1572), proveniente dalla diruta chiesa di S. Michele.
All'interno della torre cilindrica, trova posto una preziosa biblioteca con incunaboli e testi che vanno dal '500 ai nostri giorni.
Dal belvedere del Castello incantevole panorama. L’occhio spazia da Capo Calavà a Capo Vaticano in Calabria con sullo sfondo, a fare da corona, le sette perle dell'Arcipelago Eoliano.
Oggi la struttura è gestita dai Missionari dello Spirito Santo da ottobre 2005, ed è disponibile per incontri e ritiri spirituali del Clero, di giornate di spiritualità o di programmazione pastorale delle Comunità parrocchiali o dei Gruppi ecclesiali.
|
|
La
Madonna della Neve benedica e protegga quanti, tramite c.c.p.
n. 12492930 o direttamente, hanno espresso la loro gratitudine
a beneficio del Santuario.
Ogni ultima domenica del mese celebriamo una S. Messa per tutti i
nostri benefattori
Scarica il bollettino postale preintestato |
|
 |
|
email:
msps.pvitalia@tiscali.it
Tel-fax:
090-935262 |
Madonna
della Neve
via Seminario 115
98046 Santa Lucia del Mela
MESSINA
|
|
|
|